Modernizzare la rappresentanza: perché il viaggio all’OCSE (e la tappa in Ambasciata) è parte della riorganizzazione di Legacoop di cui abbiamo già parlato in questo blog.

Dalla preparazione con la Rappresentanza Italiana presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi al dialogo con l’OCSE: così stiamo portando la voce delle cooperative là dove nascono norme e standard, per rafforzare la cooperazione come leva di benessere collettivo.

Negli ultimi anni la parola “rappresentanza” è tornata al centro del dibattito pubblico. La disintermediazione, accelerata da piattaforme digitali e comunicazione diretta, ha messo in discussione i corpi intermedi e la loro capacità di interpretare gli interessi di comunità e imprese. Studi e ricerche confermano che la fiducia verso istituzioni e organizzazioni di rappresentanza è stata messa alla prova, in Italia come altrove, chiedendo a tutti noi più competenza, più ascolto e più efficacia.

Per Legacoop, che rappresenta imprese cooperative radicate nei territori e orientate alla democrazia economica, questo non significa arretrare. Significa modernizzare: spostare progressivamente l’azione a monte dei processi, nei contesti internazionali in cui si definiscono cornici, linee guida, raccomandazioni e direttive che poi diventano norme e regolamenti nazionali.

La missione a Parigi si inserisce pienamente in questa traiettoria: prima la sessione di lavoro con la Rappresentanza Italiana presso le Organizzazioni Internazionali, essenziale per affinare dossier e messaggi; poi gli incontri all’OCSE, dove si costruiscono standard e raccomandazioni che incidono su lavoro, imprese, fiscalità, PMI e sviluppo dei territori.

Rappresentanza moderna: dove e come si crea valore

Modernizzare la rappresentanza significa tre cose molto concrete:

1. Portare evidenze e proposte dove nascono le politiche.

2. Parlare la lingua delle istituzioni europee.

3. Prevedere gli effetti delle riforme fiscali globali.

Per Legacoop, tutto questo si traduce in un’azione più anticipatoria, tecnica e capace di incidere su dossier complessi come la fiscalità internazionale (Pillar Two, BEFIT), la Social Economy Strategy e il riconoscimento regolatorio delle specificità cooperative.

Perché tutto questo riguarda la riorganizzazione di Legacoop

Dentro Legacoop stiamo lavorando a una riorganizzazione che ha un obiettivo semplice: rendere più efficace la nostra capacità di rappresentare e servire le imprese cooperative in un contesto sempre più multilivello. Questo comporta:

– Anticipazione: presidiare le agende OCSE/UE/ONU/ILO/ICA per comprendere in anticipo dove si muovono norme e standard.

– Traduzione: riportare a casa questi processi con linee guida, strumenti pratici e percorsi di capacity building.

– Evidenze: valorizzare i dati del sistema Legacoop dentro i tavoli che contano.

Rappresentanza come bene relazionale

La rappresentanza, quando è fatta bene, è un bene relazionale: crea ponti tra comunità produttive e istituzioni, tra territori e policy maker, tra bisogni concreti e soluzioni. In un tempo di sfiducia e frammentazione, rigenerare i corpi intermedi significa rafforzare la democrazia e costruire processi decisionali più inclusivi.

Cooperative, interesse generale e agende globali

Il 2025 sarà l’Anno Internazionale delle Cooperative, con il tema “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”. È un riconoscimento globale del contributo cooperativo allo sviluppo sostenibile, alla resilienza economica e alla coesione sociale.

Gli organismi internazionali – ONU, OCSE, ILO, Commissione Europea – riconoscono il ruolo delle cooperative come attori di giustizia sociale, sviluppo economico e transizione verde. È fondamentale che la voce delle cooperative italiane sia presente in questi contesti.

Cosa portiamo a casa da Parigi

Da questa missione torniamo con tre convinzioni operative:

– Rappresentanza anticipante.

– Alleanze e co-progettazione.

– Toolkit operativi per le cooperative.

In sintesi

Modernizzare la rappresentanza non è uno slogan. È un progetto strategico e culturale: essere presenti all’origine dei processi, con competenza tecnica e visione. Far conoscere cosa sono le cooperative, le loro specificità – riserve indivisibili, ristorni – il loro valore di interesse generale. Difendere e aggiornare i quadri regolatori perché riconoscano questa diversità come risorsa per lo sviluppo inclusivo.

È così che, come Legacoop, intendiamo contribuire – con umiltà e determinazione – alla costruzione di un mondo migliore.