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@Gianluigi Granero

Tag: cooperazione

LE PAROLE DELLA COOPERAZIONE

In occasione della Biennale dell’Economia Cooperativa dello scorso dicembre, abbiamo invitato i partecipanti ad indicare in tre parole cosa significasse per loro “cooperazione”. Ne sono emerse 85 parole chiave diverse a significare la ricchezza interpretativa dell’esperienza personale di ciascuno nelle cooperative.

Tre sono state le parole più utilizzate: “solidarietà”, “condivisione”, “lavoro”. Si tratta di una narrazione di sé, dei propri valori e della propria diversità che all’interno di un mondo competitivo forniscono una carta d’identità precisa e inequivocabile.

#LaMiaCooperativa #WhyDolCoop #Coopcloud #CoopTag

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Dando una lettura più generale dell’impresa cooperativa e raggruppando le risposte fornite emerge che, la sfera attinente i valori imprenditoriali, economici e di efficienza “pesa” circa il 37% del totale, quella attinente i valori sociali dell’intraprendere cooperativo il 33% e infine con la sfera attinente la persona e la sua valorizzazione si arriva ad un altro 33%. Si tratta di dati, per quanto empirici, straordinari, a testimonianza della ricchezza percepita dell’esperienza cooperativa.

Dinamismo imprenditoriale, impegno sociale e attenzione alla persona allo stesso tempo rappresentano un messaggio che vale la pena divulgare.

AGIRE LA LEGALITA’

Questo articolo è uscito il 21 marzo 2017 nella rubrica “Punti di vista” de Il Secolo XIX

Noi cooperatori crediamo nei valori dell’onestà, della trasparenza, della responsabilità sociale e dell’attenzione verso gli altri. Crediamo nella legalità come elemento etico e come fattore fondamentale di efficienza del mercato e della società. La cronaca ci riporta casi di illegalità che coinvolgono imprese cooperative ma non ci basta che siano statisticamente irrilevanti rispetto alla nostra presenza nel mercato. Come movimento cooperativo, sappiamo che dobbiamo rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto all’illegalità da parte delle nostre imprese. Il punto non è “chiamarsi cooperativa” ma “agire come cooperativa”.

L'articolo uscito su Il Secolo XIX

L’articolo uscito su Il Secolo XIX

Nel sistema economico, agire la legalità significa avere la capacità di innestare processi trasparenti di sviluppo che contemporaneamente siano in grado di incorporare valore sociale. Le imprese di qualsiasi tipo esse siano così come le pubbliche amministrazioni – per svolgere appieno il loro ruolo di attori dello sviluppo locale – devono recuperare la capacità di creare valore sociale. Non tengono più quelle dinamiche che considerano solo il valore economico (mi riferisco a bandi e gare al massimo ribasso), non valgono più percorsi e procedure che non siano in grado di riconoscere e valorizzare certificazioni di qualità, di correttezza, di capacità di costruzione di un valore collettivo, ed essere quindi vere leve di politiche per lo sviluppo.

L’Alleanza delle Cooperative della Liguria, in collaborazione con i principali interlocutori istituzionali ed economici della nostra regione, ha organizzato – prima in Italia – l’iniziativa “Agire la legalità”. Si tratta di un percorso formativo per cooperatori e funzionari pubblici che ha proprio l’obiettivo di rafforzare la capacità di prevenzione e contrasto di ogni possibile tentativo di infiltrazione della criminalità, di sostenere le imprese a migliorare la qualità del lavoro e della performance aziendale, di mettere in rete soggetti che intendano condividere le azioni per la trasparenza e la legalità nell’impresa e nel territorio.

Il primo appuntamento è giovedì 30 marzo alle 9,30 presso il dipartimento di Economia dell’Università di Genova alla Darsena, dove – tra gli altri – interverrà la prof.ssa Ida Nicotra, consigliere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Agire la legalità significa anche creare le condizioni affinché si costituiscano e rafforzino “campanelli” sul territorio e nelle imprese in grado di suonare in caso di irregolarità.

ATTRAVERSO L’ITALIA CON SANDRO PERTINI

Partiti da Savona passando per Bolzano, Palermo, Milano, Genova e molte altre città italiane abbiamo fatto un viaggio, straordinario ed inatteso, in compagnia di Sandro Pertini e del suo pensiero. Viaggio che concluderemo nei prossimi mesi a Firenze, sede degli ultimi studi del compianto Presidente, e che dobbiamo ad Ames, associazione ligure di promozione dell’economia sociale, che ne ha trovato e pubblicato la seconda Tesi di Laurea.

La pubblicazione è stata consegnata al Presidente della Repubblica Mattarella

La pubblicazione è stata consegnata al Presidente della Repubblica Mattarella

Tesi che ha come protagonista la cooperazione ed il contributo che essa può dare al miglioramento delle condizioni economiche, sociali e morali delle “classi lavoratrici” ed alle cui presentazioni è stato concesso l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Abbiamo incontrato, in un abbraccio e con una partecipazione per questi tempi inimmaginabile, un’Italia che guarda con speranza e fiducia alla cooperazione e manifesta uno straordinario bisogno di senso dello Stato, moralità, coerenza e di un’idea della politica come servizio. Una coerenza alle proprie idee testimoniata da Pertini in tutta la vita fino alle estreme conseguenze come dimostra la bellissima e drammatica lettera in cui si dissocia dalla domanda di grazia, presentata dalla madre, rifiutandola.

Come cooperatore sono rimasto immediatamente affascinato dall’idea (propostami) di contribuire alla realizzazione di questa pubblicazione, ma anche assai colpito dall’interesse che ha suscitato e dalle molte richieste pervenuteci da tutta Italia di partecipare a dibattiti e presentazioni. Mi sono chiesto che cosa producesse tanta attenzione al pensiero di un Presidente che, molto amato in vita, fino ad oggi non aveva ottenuto grande attenzione dai media.

La risposta – che mi sono e che ci siamo dati – è che ciò che unificava questi incontri era l’afflato di giustizia, il bisogno di una classe dirigente che sapesse essere guida ed esempio, l’idea che l’impresa cooperativa possa essere, nonostante gli errori e le cadute, parte di un progetto economico e sociale alternativo, capace di portare il Paese, ed il continente europeo, fuori dalle secche in cui si trova schiacciato dal suo stesso egoismo e miopia.

Copertina della pubblicazione a cura di AMES

La crisi sta colpendo duro ed anche se le cooperative hanno dimostrato una maggiore resilienza in alcuni casi ne sono state travolte e lo sforzo dei soci e dei gruppi dirigenti è immane. Nonostante ciò rimane la capacità dello sguardo lungo, di cui il Paese ha bisogno più che mai, nella riprogettazione del welfare, nello sforzo per la tenuta d’intere filiere produttive, nella ricerca di vie nuove allo sviluppo, nel tentativo di essere strumento utile per le giovani generazioni che cercano di costruirsi una risposta al bisogno di lavoro, fino all’idea di promuovere una diretta e diversa partecipazione dei cittadini all’erogazione dei servizi pubblici.

Pensare il nuovo e cercare spazi di confronto accompagnati dal pensiero e dalla memoria del Presidente Pertini e di quella generazione che, forgiata dalla lotta per la libertà, ha saputo costruire un Paese forte e florido, è il dovere che sentiamo verso le nuove generazioni è l’ambizione che coltiviamo con questo lavoro e con il nostro impegno quotidiano di cooperatori.

Lo straordinario successo di questo “viaggio” è per noi ragione di grande speranza e segno di una coscienza civile che può essere risvegliata e messa al servizio di una nuova idea dell’Italia e dell’Europa.

Questo testo è tratto dall’introduzione alla seconda edizione de “La Cooperazione” con la pubblicazione della tesi di laurea di Sandro Pertini a cura di Ames.