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@Gianluigi Granero

Category: Cooperative Sociali

Montrieux le Vieux (VAR -Fr) aprile 2019

Le Coopératives d’Activité et d’Emploi, dalla Francia un modello per sostenere (davvero) i giovani disoccupati.

Orientamento, formazione e accompagnamento alla creazione d’impresa. Questo fanno in Francia le Coopératives d’Activité et d’Emploi (cooperative d’impresa e occupazione), che sembrano rappresentare un modello che funziona e ottiene risultati concreti. Ne parliamo con Rémi Bellia, responsabile del settore economia blu della Cooperativa Petra Maritima che opera nella regione di Marsiglia.

 

In Italia da tempo si discute e si susseguono riforme delle politiche attive per il lavoro, ma un modello prevalentemente pubblico non ha ottenuto risultati apprezzabili. A questo fanno eccezione le cooperative sociali d’inserimento lavorativo che, unendo sgravi contributivi per i soci appartenenti a categorie “svantaggiate” con presenza sul mercato, sono l’unica vera risposta all’occupazione di questa categoria di cittadini. Un esempio francese con alcune analogie, ma esteso a tutti coloro che sono in cerca di occupazione sembra offrire una possibile risposta che penso meriti una riflessione e una discussione.

Il modello sono le CAE, acronimo di Coopératives d’Activité et d’Emploi, che uniscono attività di orientamento, formazione e accompagnamento alla creazione d’impresa per disoccupati. Svolgono una vera e propria attività d’impresa all’interno di una cooperativa che funge anche da service amministrativo, formazione, accompagnamento agli spin off e accelerazione di idee imprenditoriali. Il non occupato che ne fruisce viene orientato, accompagnato allo sviluppo di una propria idea di business che potrà sviluppare come socio della cooperativa e dopo un periodo di sperimentazione decidere se proseguire in modo autonomo, avvalendosi o meno dei servizi amministrativi della cooperativa.

Una forma d’intervento di politiche attive del lavoro che riunisce interventi che nel nostro Paese, pur presenti, non trovano un disegno unitario come quello che mi pare di poter cogliere nell’esperienza francese.

Ne ho sentito parlare per la prima volta alcuni anni fa da Rémi Bellia, che lavora da tempo in una CAE e ne conosce bene il funzionamento e lo sviluppo, in occasione di una nostra visita in Francia per un progetto sulle cooperative di comunità (Me.Co. Mentoring e Comunità per lo Sviluppo Sostenibile). Il progetto è andato avanti e ha dato buoni frutti, ma come a volte capita alcuni stimoli nati in modo quasi casuale, come in quella piacevolissima cena in cui ci raccontavamo le diverse esperienze e provavamo a capire cosa potevamo cogliere gli uni dagli altri, restano nella nostra mente ed ogni tanto riemergono come idee su cui provare a lavorare. E’ questo forse il risultato più importante di un parternariato tra cooperatori.

Aprile 2019 - Montreaux le Vieux (VAR - Fr) Con il sottoscritto Rémi Bellia e Roberto La Marca

Aprile 2019 – Montreaux le Vieux (VAR – Fr)
Con Rémi Bellia e Roberto La Marca

Rémi – che ringrazio per la cortese disponibilità e con il quale mi scuso se la qualità della mia traduzione avesse in parte travisato il suo pensiero – ha accettato di rispondere ad alcune domande per raccontarci la sua esperienza e aiutarci ad aprire una riflessione su la capacità dell’welfare di essere sia protezione (necessaria) sia abilitazione per promuovere sviluppo e progetti di vita.

La Coopérative d’Activité et d’Emploi in cui operi di cosa si occupa?

Petra Patrimonia è una CAE che è stata fondata dieci anni fa. La sua missione, prevista dalle norme francesi per il supporto alla creazione d’impresa e all’occupazione, è accompagnare i proponenti di progetti per la creazione d’impresa nel verificarne la fattibilità e garantirne le chance di successo. In effetti creare un’impresa richiede due qualità: essere un imprenditore e essere un esperto nel settore di mercato del prodotto o servizio proposto. In Francia più del 50% delle imprese non superano il terzo anno dalla fondazione. Petra Patrimonia si è poco a poco specializzata in alcuni settori al fine di rispondere in modo specifico ai presentatori dei progetti. Prima con la creazione di un settore per i mestieri delle costruzioni, poi quelli dell’economia verde (lavoro agricolo), e nel 2017 è stato creato un settore marittimo, Petra Maritima, al fine di rispondere alla sfida della crescita dell’economia blu e permettere la creazione di nuove imprese e favorire l’innovazione in questo settore. Da allora mi occupo dello sviluppo di questo settore nel mediterraneo francese e nei territori d’Oltre Mare (Guadalupa).

Quanto sono diffuse le CAE in Francia?

Le CAE esistono dal 1996 e sono molto diffuse in tutta la Francia. Numerose sono specializzate nei settori delle costruzioni, agricoltura, come Petra Patrimonia, ma anche nei settori dell’assistenza alla persona, nei mestieri del web e dell’informatica, dello spettacolo e dell’assistenza ai giovani di meno di trent’anni. Petra Maritima è l’unica CAE dedicata ai mestieri dell’economia blu.

Potresti definirle uno strumento efficace?

Il contratto di Supporto ai Progetti d’Impresa è “l’attrezzo” che permette di accompagnare i presentatori di progetti sotto l’ombrello delle cooperative. Questo contratto creato nel 2003, offre la possibilità a coloro che cercano lavoro e a tutte le persone non occupate a tempo pieno di beneficiare di un accompagnamento, all’interno di una CAE, per creare la propria impresa pur mantenendo tutte le tutele sociali del percorso per trovare un lavoro (indennità di disoccupazione). Questo contratto è anche riconosciuto come un modo di trovare occupazione attraverso i Centri per l’Impiego (strumento di Stato di accompagnamento e assistenza per chi cerca lavoro). In questo modo i titolari del progetto, beneficiando di un’assicurazione professionale e di una copertura per gli infortuni sul lavoro, possono impegnarsi completamente allo sviluppo della loro idea imprenditoriale per massimizzare i risultati fino a raggiungere il pareggio di bilancio. A partire da questo momento possono creare la loro impresa e volare con le proprie ali o restare (senza obblighi) all’interno della cooperativa e diventare soci lavoratori della cooperativa (imprenditori salariati cooperativi). Imprenditori e dipendenti, beneficiano di tutte le coperture sociali (assicurazione contro la disoccupazione, contributi previdenziali, copertura sanitaria). Ciò è possibile grazie al “Contrat d’Entrepreneur Salarié” (letteralmente Contratto dell’Imprenditore Salariato, ndr.), complemento del contratto “ombrello”. Il presentatore del progetto può diventare membro della cooperativa secondo lo statuto di quest’ultima. Petra Maritima svolge un altro servizio. Secondo le competenze dei presentatori dei progetti risponde a bandi di progettazione europea coerenti con esse. Ciò permette di rafforzare nello stesso tempo il modello economico dei presentatori di progetti e della cooperativa.

Nell’attività della tua CAE rispetto al fatturato quanto contribuisce il “pubblico”?

Un contributo alla cooperativa pari al 10% del margine lordo è richiesto ai presentatori di progetto. Ciò permette di finanziare i servizi offerti dalla cooperativa.

Ci fai un esempio pratico dei diversi passaggi di un caso di successo seguito dalla tua cooperativa?

Due esempi sono esemplificativi dei successi di Petra Maritima. In Corsica, un meccanico di bordo è entrato in Maritima da tre anni. Oggi il suo giro d’affari è superiore a 150.000 euro. Petra Maritima garantisce tutti i servizi contabili e finanziari e l’accompagnamento offerto ha permesso al suo fondatore di far crescere il proprio mercato. Al passaggio del suo contratto “ombrello” ha scelto di rimanere nella cooperativa ed è diventato socio lavoratore (Entrepreneur Salarié Associé). Nella regione Paca (Provenza-Alpi, Costa Azzurra, ndr.) un “creatore” ha scritto a Petra per proporre un’attività di scuola di vela. Questa attività è stagionale ed è un mercato nuovo. Il primo anno ha potuto testare la sua attività e costruire il proprio mercato. Il secondo anno ha rafforzato il suo sviluppo fino a raggiungere la soglia di pareggio e anch’egli è diventato socio lavoratore della cooperativa.

 

 

APPROFONDIMENTI

Chi è Rémi Bellia https://www.linkedin.com/in/remi-bellia-721ba224/?originalSubdomain=fr

La Coopérative d’Activité et d’Emploi Petra Patrimonia, della quale fa parte Petra Martitima.

Il Progetto Me.Co.

 

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Giovani liguri aperti all’innovazione

 

La ricerca di SWG sui giovani liguri e la loro propensione a fare impresa, a cinque anni da un’analoga ricerca, ci offre uno spaccato di una Liguria in movimento e reattiva confermando il trend che abbiamo potuto registrare con la costituzioni di nuove ed innovative imprese cooperative giovanili.

La fotografia dei giovani liguri che la ricerca di SWG ci restituisce è ovviamente policroma e complessa, ma ha un dato di fondo molto interessante e positivo: la maggiore propensione a fare impresa – rispetto alla media nazionale ed al dato ligure del 2012 – e soprattutto una significativa apertura all’innovazione di cui, pur cogliendone i rischi, vogliono cavalcare le opportunità.
Qui troviamo sia la capacità di risposta e di adattamento al negativo trend occupazionale ligure sia l’influenza positiva di una cultura promossa dalle imprese,  dall’Università e dai centri di ricerca a partire dall’IIT.

Non voglio nascondere o sottacere i grandi problemi della nostra regione, dal preoccupante trend demografico (in Liguria ogni 100 giovani ci sono 265 over sessantacinquenni) ed occupazionale (9% il tasso di disoccupazione), al modesto sviluppo inferiore al dato del nord-ovest del Paese, al crescente rischio povertà di ampie fasce di popolazione ( si veda povertà e famiglie in Liguria), ma ritengo doveroso che vengano proposti e costruiti percorsi per contribuire alle soluzioni.

Da qui l’idea di società che propugnamo e per cui lavoriamo con progetti impegnativi, di lungo respiro e che impegnano l’associazione e le cooperative di ogni settore. Una società collaborativa, aperta, inclusiva e per questo dinamica. Infatti, una società che si rinchiude, che costruisce muri e amplifica le differenze sociali non solo è una società ingiusta in cui si vive peggio, ma è anche una società che non cresce, che non promuove merito, fatalmente condannata al declino.

Servizi di welfare, servizi culturali, costruzione di legami sociali e comunitari, costruzione di spazi per il reale protagonismo delle giovani generazioni, formazione, servizi avanzati di supporto all’avvio d’impresa sono una parte delle azioni di un più generale ed ambizioso progetto che guarda al futuro.

L’occupazione in cooperativa è cresciuta anche in questi anni difficili, ma questo non basta e non dice tutto. Per questo, seppur sinteticamente ho provato a darvi conto di un più ampio disegno strategico che nel 2018 andrà rilanciato e rafforzato.

Siamo consapevoli che non esistono vie semplici per affrontare problemi complessi, che i risultati saranno di lungo periodo e che dipendono da noi solo in parte. Noi ci siamo messi in cammino.