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@Gianluigi Granero

Category: alleanza cooperativa

Ideas are like diamonds! I giovani e la cooperazione.

Foto Anna Manca

Aprile 2012 Gianluigi Granero e Paola Bellotti (foto di Anna Manca)

 

In questi giorni, risistemando vecchie cose, mi è tornato casualmente tra le mani l’intervento che tenni il 23 aprile 2012 a Bruxelles in occasione dell’Assemblea Generale di Cooperatives Europe. Il mio unico intervento in un’assise internazionale che, inutile negarlo, m’inorgoglì e spronò a proseguire in un lavoro di lunga lena per promuovere l’incontro tra le giovani generazioni e la cooperazione.  Ci sono parti del nostro lavoro che ci stanno particolarmente a cuore e che ci appassionano, questa lo è certamente per me, convinto come sono che la cooperazione possa essere uno degli strumenti per la creazione di buona occupazione e di emancipazione per generazioni che, allora come oggi, pagano più di tutte i cambiamenti in atto. Nello stesso tempo la cooperazione, nel suo complesso, ha bisogno come l’aria dell’intelligenza e dell’energia innovatrice che le giovani generazioni naturalmente portano. Impostammo un lavoro lungo e articolato, le cui azioni proseguono ancora oggi producendo frutti interessanti, che credo mantengano il loro valore. Per questa ragione mi sono convinto a riproporvelo. Ai risultati ha contribuito, tra gli altri, Paola Bellotti che vedete nella foto al mio fianco (in questo caso per sfruttare la sua ottima conoscenza delle lingue in caso di necessità) e che, forse anche grazie ai progetti europei avviati proprio a seguito di questa programmazione, tra poco andrà a lavorare per ICA (International Cooperative Alliance). Una bella soddisfazione per Lei e per tutti noi!

L’intervento:

Dear Mr Niederlander, dear cooperators, thank you for the extraordinary opportunity that you give us to explain our project during this important assembly.

Our project moves off the idea that cooperation could be a wonderful means to give hope to youth and that society (most of all in old Europe) needs talent, energy, freshness of young people. But we know that ideas are like diamonds. It’s necessary to work steady to have a good result. We think that a good result is to contribute to a new phase of fair development through the fortification of european spirit and institutions. Development today has to do with a number of factors, dealing with how much our system will be able to rethink itself and to open up to new ideas, creating a fertile soil for new initiatives. These factors are:

  • creativity
  • contamination
  • generation mix

All these factors are assets among our young generations and we should leave them to express themselves if we want to have a future.

Europe (and Italy in particular) are getting old. In Italy demographic growth depends highly on migrants. In Liguria the rate of population between sixty-five and seventy-nine years old is higher that nationally. The brain drain is an effect of the lack of opportunities. In Liguria this problem is much bigger than in Italy and a lot of young graduates must leave Genoa to work in other italian cities or in other countries. I think that to make experiences in other countries is a beautiful thing but it should be an opportunity, a choice, and not the only way to have a chance. In addition in Italy people defined as “N.E.E.T.” (not in education, employment or training) are growing. All these factors make us think that it is necessary to do something and that cooperation can be really useful to contribute to a “smart, sustainable and inclusive growth”. First of all working for the “Knowledge – based economy”, through the creation of more favourable conditions for research and development, improving the quality of the education system and opportunities for young people in the job market. We can be useful if we give value to our roots – for example, going back to our historical role providing opportunities to the oppressed – in our age the young people – for their emancipation in society and going back to our historical international vision and network.

The project will study the context in which young people can express their skills and talents, organizing an international platform for the exchange of experiences and idea with the objective of nurturing the growth of new and innovative cooperatives, following and supporting the process. We already have a successful initiative with high school students. The students are involved in coming up with cooperative ideas and studying the best business model in order to present the idea as a proper start up. Every year we give an award for the best ideas. I can really say that the projects they present are extraordinary and in some cases they want to continue the work!

If we want to connect young people we have to get in touch with the places where young people study, work, or have fun such as:

  • universities
  • student organizations and associations
  • vocational high school system
  • social networks and internet world

But it’s also necessary to make them protagonist, starting from our own organization. We shouldn’t work for young people but with young people.

As I said, we have three objectives:

  1. create opportunities for young people to express and use their skills and talent supporting the creation of innovative cooperatives. They could also be european cooperatives provided we can improve european regulations;
  2. to foster the creation of a common european consciousness among young people living and working in Italy and in other connected european countries. We are going through a crisis that, in the worst case, might put into question even the existence of the european project. At the same time the solution of the crisis is in a stronger Europe. This is indeed a hefty task. Also, it is a responsibility that we cannot afford to pospone further. Cooperative culture has always been built through international relationships, cooperative thinkers have always been in contact through different countries. Young people are naturally open to the world. looking for a point of contact between youth and cooperation can be useful to fortify european spirit;
  3. the third objective is to create an enduring network of Institutions and european organizations interested in fostering young people’s initiative in creating innovative cooperatives.

To reach these very ambitious objectives we must:

  • map needs, priorities, bottlenecks, drivers of youth involved in enterprise development, identifying potential training opportunities. With the help of the local chamber of commerce we have already started this work that it should be ready in a few months;
  • train and tutor young potential cooperatives leaders in enterprise development techniques, developing their skills and talents;
  • organise a meeting – in Genoa, at first but hopefully in the future in other cities or countries – transmitted on line to match ideas, experiences, knowledges. The first meeting could be the next september in Genoa.

So, we have a lot of things to do, but ideas are like diamonds!

Thank you for your attention.

 

 

Cooperative di Comunità: le persone al centro.

IMG_0067Alcune riflessioni sull’esperienza della Scuola delle Cooperative di Comunità 2019 chiusasi a Cerreto Alpi il 5 e 6 aprile u.s.
Un’esperienza molto bella che spero vorrete e potrete provare nelle prossime edizioni.
La Scuola delle Cooperative di Comunità è narrazione, attraverso le testimonianze dirette di cooperatori, operatori sociali e amministratori pubblici, ma anche scuola di politica e di management, attraverso gli interventi di docenti e ricercatori; insomma un ibrido stimolate, motivante e utile per chi si avvicina alla cooperazione, ma anche per chi la pratica e la promuove. Un’occasione di approfondimento, di studio di un fenomeno da cui trarre spunto per l’azione quotidiana.
Legacoop Liguria era presente con la presentazione del progetto Me.Co. da parte della professoressa Nicoletta Buratti (il progetto sembra poter ottenere buoni risultati, ma certamente ha già un felice esito nell’impegno della professoressa Buratti e del dott. Albanese. Nell’auspicio che anche nell’Università di Genova si sviluppi una conoscenza e uno studio della cooperazione stabile e duraturo rinverdendo la tradizione che ha visto nella facoltà di Giurisprudenza di Genova studi approfonditi sul diritto cooperativo. Le premesse ci sono).
In questa edizione si è visto plasticamente, più che nelle edizioni precedenti, non solo tutto il potenziale d’innovazione sociale della cooperazione di comunità, ma anche il consolidarsi di progetti di successo che incrociano l’abitare, le piattaforme cooperative, la produzione e vendita di energia da rinnovabili, l’agricoltura di qualità, il turismo sostenibile. Insomma alcune delle più importanti filiere innovative con cui la cooperazione si sta misurando.
Il tutto all’interno di una forte valenza valoriale e di riferimento alle radici cooperative.
La scuola, promossa da Confcooperative e Legacoop e che ha nelle cooperative “Valle dei Cavalieri” e “Briganti di Cerreto” instancabili e stupendi animatori, apre una frontiera su  un fenomeno che penso potrà avere la portata innovativa che ha avuto la cooperazione sociale e che certamente incrocia energie giovani e meravigliose, informando i processi cooperativi più interessanti in molte regioni italiane.
Funzione trainante è svolta da Aiccon e Euricse nelle relazioni con docenti e ricercatori giovani e dinamici, nella costruzione e formazione di cultura cooperativa, nella costruzione di un nuovo pensiero cooperativo, insomma un’esperienza che va ben al di là del solo fatto, già di per se rilevante, della cooperazione di comunità incrociando tutta la portata innovativa che la cooperazione può avere nella ricucitura delle diseguaglianze e le fratture sociali, tecnologiche, economiche, territoriali.
Da questa esperienza traggo alcune indicazioni:
1) l’idea di lavorare con rafforzata convinzione sul tema dei beni comuni trova conferma della sua bontà nelle esperienze in atto;
2) penso sia utile riprendere e riformulare il progetto della Scuola delle Cooperative di Comunità per Amministratori e Funzionari pubblici che nella sua edizione sperimentale svolta in Liguria aveva dato buon esito e che può rappresentare un buon strumento per avviare nuova progettualità e azioni di sviluppo locale;
3) l’Italia è ricca di asset inutilizzati, potremmo dire dormienti, pensate alle bellezze naturali, ai tantissimi beni culturali anche minori, alle scuole chiuse, alle case cantoniere ed alle vecchie stazioni, solo per citarne alcuni, ma il patrimonio principale sono le persone con i loro saperi, la capacità di ricombinare fattori diversi per produrre innovazione sociale e sviluppo. Per questo le cooperative di comunità costituiscono una straordinaria frontiera per l’Italia che deve obbligatoriamente ricucire diseguaglianze e disparità se vuole ripartire e pensare un nuovo futuro.

L’ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE

Il movimento cooperativo, forte dei propri valori e della propria rete d’imprese, ha nella partecipazione democratica, nel principio di responsabilità, nella cultura del fare e dell’innovare per trovare risposta ai bisogni, un patrimonio d’inestimabile valore che può (e deve) essere messo al servizio del Paese.

Oggi, la società appare diseguale, sfibrata, provata dalle politiche promosse dal pensiero neoliberista ed individualista, egemone in questi ultimi decenni. Per rigenerarsi, ha bisogno di sviluppare una maggiore cooperazione tra le persone e tra le istituzioni pubbliche e private e, in questo, i nostri valori risultano necessari alla costruzione di un nuovo rapporto tra agire individuale e collettivo capace di traghettare il nostro Paese fuori dalla crisi sociale, economica ed istituzionale che sta attraversando.

Foto di archivio

Foto di archivio

Da qualche anno, insieme alle altre centrali cooperative, stiamo lavorando affinché si creino le condizioni per realizzare un’alleanza nella quale fare confluire le tre diverse realtà associative della cooperazione italiana. Anche la definizione “Alleanza” è particolarmente significativa in questo contesto: un’alleanza riconosce la diversità tra i soggetti che si alleano, ne rispetta la storia e sottolinea l’atto di volontà esplicito.

In Liguria, come Alleanza delle Cooperative liguri, oltre ad avere definito insieme gli obiettivi che ci poniamo – al primo posto quello di candidare con più autorevolezza la cooperazione a giocare un ruolo da protagonista nella costruzione di una società e di un mercato capaci di costruire la giusta armonia tra lavoro, economia e benessere – lavoriamo ad iniziative ed eventi in comune, in particolare attività di formazione e approfondimento dei principi cooperativi, della legalità e delle competenze professionali, nella convinzione che il nostro cammino insieme stia nella concretezza dell’agire quotidiano.